Lorenzo Demartini: LETTERA APERTA AL SINDACO DI PAVIA ON. CAPITELLI E A SUA ECCELLENZA IL PREFETTO DI PAVIA
“ ...il Prefetto ha stretto le labbra guardando i suoi uomini, polizia e
carabinieri si sono preparati ad entrare in azione” la stampa locale ha
riportato direi correttamente nei gg. scorsi questo aneddoto tanto ridicolo
quanto inquietante.
Dico senza remore inquietante perché tanta preoccupazione è stata destata da un Sindaco della Provincia di Pavia accompagnato da una trentina di donne e uomini quasi tutti pensionati residenti nell’ormai famosa frazione di Pieve Porto Morone, che ha chiesto di poter intervenire durante l’incontro pubblico voluto da lei Sig. On. Sindaco con alcuni “colleghi” di importanti città italiane. Le ricordo che la richiesta era stata già fatta prima che iniziasse il dibattito e tanti “suoi” amministratori ci dissero che era assolutamente corretto lasciarlo intervenire visti anche i temi dibattuti.
Questi sono i fatti Sig.ri Sindaco e Prefetto che ci rendono ridicoli all’interno e all’esterno della Provincia di Pavia. Tutto questo, insieme al tentativo di far passare gente onesta, che lavora e che ha lavorato una vita intera, come pericolosi intolleranti razzisti, porta inevitabilmente i cittadini ad allontanarsi dalla politica e dalle istituzioni che dovrebbero rappresentarli.
Come si poteva credere Sig. Sindaco che l’invio coatto di quelle comunità di Rom nei Comuni limitrofi non esasperasse le popolazioni residenti?
Come mai, finchè non hanno disturbato i piani di sviluppo della sua Città, per anni sono stati lasciati crescere nell’illegalità e marcire nell’immondizia nell’ex SNIA?
Come si può credere nelle istituzioni quando queste occupano con la forza un’area privata come nel caso di Albuzzano?
Come si può credere alle istituzioni quando i vigili del Comune di Pavia scaricano nel centro di una frazione di Pieve Porto Morone una cinquantina di Rom senza dare spiegazioni al Sindaco di quel Comune?
Se così è, oggi qualsiasi Comune della provincia di Pavia rischia di venire “occupato” proprio da chi dovrebbe garantirne la sicurezza. “Un gruppo di Rom occupa abusivamente un’area privata..”, ormai siamo abituati a notizie simili, ma che questi lo facciano con l’aiuto della Prefettura credo non abbia uguali in nessun Paese europeo.
Errori che probabilmente potevano essere evitati senza le pressioni del Ministro Amato che lei On. Capitelli conosce benissimo e non a caso cita sempre nei suoi interventi.
La verità Sig. Sindaco e Sig. Prefetto è che oggi i servizi sociali dei nostri Comuni sono al collasso, le forze dell’ordine che dovrebbero garantire la nostra sicurezza sono ridotte al lumicino e come se non bastasse non si spiega loro chi sono i “buoni” e chi sono i cattivi”.
I “cattivi” Sig. Sindaco e Sig. Prefetto esistono, sono chi non rispetta le leggi italiane, non chi protesta chiedendo sicurezza e legalità.
Quel sentimento cristiano patrimonio delle nostre comunità non deve essere confuso o, peggio ancora, usato da quelle istituzioni che prima di tutto devono garantire quella sicurezza tanto sbandierata quanto oggi disattesa. Ermanno Olmi lo conosciamo e mi pare non stia cercando nuovi interpreti. Volete davvero lanciare un segnale di distensione Sig. Sindaco e Sig. Prefetto? Chiedete scusa alle popolazioni di Albuzzano e Pieve Porto Morone questo potrebbe essere un primo importante passo, poi agite di conseguenza.
Applicare correttamente la legge, pur con le dovute cautele, anziché accusare tanti di razzismo, sono certo porterebbe un po’ di credibilità in più alle istituzioni del nostro Paese.
Regalare mille euro a chi ha occupato abusivamente la città di Pavia va nella direzione contraria.
LORENZO DEMARTINI
Consigliere regionale Lega Nord