Urbanistica - Parchi

De Capitani: “In Lombardia l’asse Iervolino-Bassolino non esiste”

 

In merito alla legge regionale sull’urbanistica, è intervenuto Giulio De Capitani, consigliere regionale Lega Nord e relatore dell’emendamento 13/bis

“Continua imperterrita la disinformazione da parte dei partiti del centro-sinistra lombardi, con l’avvallo scontato di altri soggetti che fanno preciso riferimento allo stesso schieramento politico, circa un emendamento proposto dall’assessore al territorio Boni, tendente a modificare l’attuale procedura di variante urbanistica delle zone a gestione comunale, all’interno del perimetro dei parchi regionali.

Il testo licenziato lo scorso 20 febbraio dalle Commissioni Ambiente e Territorio della Regione Lombardia, per il definitivo approdo in Consiglio, prevede che la Regione eserciti una sorta di arbitrato, in caso di richieste di modifica nella gestione urbanistica delle aree di parco soggette a programmazione comunale, in contradditorio tra Comune richiedente ed Ente Parco. Secondo i post-comunisti ed affiliati (compresi anche alcuni presidenti di Enti Parco che evidentemente preferiscono fare propaganda di parte anziché interpretare super-partes il proprio ruolo), starebbero avanzando “un emendamento ammazza-parchi” ed “una forzatura per eliminare i livelli di partecipazione”, che consentirebbero (sempre a detta degli stessi) “abusi territoriali su pressioni di interessi che si vogliono tenere nascosti”. A parte il fatto che i solerti disinformatori farebbero meglio a svelare a tutto il mondo quali sarebbero questi interessi nascosti, la realtà dei fatti (se le parole scritte hanno ancora un senso e basterebbe al riguardo leggere il testo dell’emendamento senza il paraocchi ideologico e preelettorale), la realtà dei fatti si diceva è molto diversa.

“Lo scempio del provvedimento ammazzaparchi” infatti sarebbe attuabile solo calpestando letteralmente gli indirizzi e le tutele dei Piani Territoriali dei Parchi e delle Province, oltrechè le disposizioni del Piano Paesistico Regionale, ovvero se si facesse l’esatto contrario di quanto scritto nel testo approvato ed incriminato.

Inoltre dovrebbero trovare attuazione “patti sottobanco tra giunta e sindaci disinvolti” (così si esprimono i disinformatori evidentemente ben informati al riguardo e dotati di una straordinaria disistima nei confronti soprattutto dei sindaci eletti dai cittadini …).

Quindi quanto viene sventolato e propagandato in termini tragici per il futuro delle aree protette lombarde sarebbe possibile solo violando l’emendamento approvato ad attivando contemporaneamente un patto scellerato tra Sindaci cementificatori e Regione connivente, entrambi incapaci di gestire e tutelare il territorio di loro competenza, anzi impegnati nella più spietata distruzione ambientale.

Insomma dovrebbe essere attivo in Lombardia una sorta di asse Iervolino-Bassolino.

Evidentemente quando gli argomenti plausibili mancano, risulta più facile strumentalizzare e raccontare fandonie, anziché confrontarsi con la realtà e la corretta informazione.”


Ufficio stampa

 Cesare Gariboldi 

 

Milano, 27 febbraio 2008