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REGIONE LOMBARDIA VIII LEGISLATURA
CONSIGLIO REGIONALE ATTI 7890
I COMMISSIONE CONSILIARE
“PROGRAMMAZIONE E BILANCIO”
PROPOSTA DI LEGGE AL PARLAMENTO N. 0040
“Nuove norme per l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione”
di iniziativa dei Consiglieri
Mauro, Frosio, Galli, Demartini, De Capitani, Ruffinelli,
Cecchetti, Rizzi, Moretti, Gallina, Belotti
R E L A Z I O N E
RELATORE: Consigliere Rosa Angela MAURO
Pagine n. 5 CODICE REC/0040/CD1
Il presente progetto di legge nasce dall’improrogabile esigenza di dare una concreta attuazione alle previsioni costituzionali dell’articolo 119 della Costituzione in materia di federalismo fiscale.
La riforma del Titolo V della Costituzione ha posto le premesse per avviare un ampio processo di trasferimento di poteri dal centro alla periferia, incidendo sull’assetto delle competenze e dei rapporti tra i diversi livelli istituzionali della Repubblica.
Per il riconoscimento di una effettiva autonomia di Regioni ed Enti Locali manca tuttavia un tassello fondamentale: l’attuazione del federalismo fiscale.
I ritardi fino ad oggi accumulati hanno condotto al perdurare di un modello di finanziamento degli enti territoriali “derivato”, ossia dipendente dal bilancio statale, anziché autonomo. Ciò ha comportato e comporta gravi disfunzioni nel rapporto tra politica e azione amministrativa e perduranti inefficienze nell’utilizzo delle risorse pubbliche.
Con il superamento dell’attuale sistema di finanza derivata a favore di un moderno assetto di federalismo fiscale si consentirà l’assunzione – a tutti i livelli di governo - di decisioni politiche responsabili, rendendo trasparenti le scelte pubbliche e creando un collegamento diretto tra decisioni di spesa e decisioni di entrata.
Dall’attuazione del federalismo fiscale discenderà un nuovo stimolo a comportamenti innovativi e virtuosi da parte degli enti territoriali e più in generale uno stimolo all’efficienza del settore pubblico complessivo.
Nel nuovo assetto dei poteri pubblici e delle competenze tra i diversi livelli di governo (articoli 117 e 118 della Costituzione), le responsabilità legislative ed amministrative degli enti territoriali sono destinate ad ampliarsi in misura significativa. Volumi consistenti di risorse finanziarie dovranno pertanto essere trasferite dal centro alla periferia a parità di spesa pubblica e pressione fiscale complessiva.
Occorre pertanto dare prontamente attuazione alle prescrizioni dell’art. 119 della Cost., assegnando agli enti territoriali le più idonee fonti di finanziamento, trovando il giusto equilibrio tra autonomia, equità ed efficienza.
L’articolo 1 del presente progetto di legge enuncia i principi fondamentali in materia di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario (ai sensi del comma 3 dell’art. 117), principi che dovranno essere recepiti dalla legge statale e sulla base dei quali si potrà dare avvio all’attuazione del federalismo fiscale.
Tra i principi fondamentali si segnalano i seguenti:
Ø l’attuazione del federalismo fiscale non deve comportare né aumenti della spesa pubblica né inasprimenti dell’imposizione fiscale sui cittadini;
Ø l’esercizio dell’autonomia tributaria di Regioni ed Enti Locali deve assicurare la correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso ai servizi offerti sul territorio;
Ø l’attuazione del federalismo fiscale deve avvenire all’insegna della semplificazione del sistema tributario e della riduzione degli adempimenti a carico del cittadino;
Ø il federalismo fiscale deve garantire la massima trasparenza ed efficienza nelle decisioni di entrata e di spesa, così da permettere il controllo della collettività sulle politiche fiscali e di spesa delle amministrazioni locali;
Ø la perequazione deve ridurre ma non annullare le differenze di capacità fiscale, realizzando il giusto equilibrio tra solidarietà ed efficienza, premiando i comportamenti finanziari virtuosi e le Regioni con una minore evasione fiscale.
Le Regioni – come enti di programmazione - devono poter assumere ruoli di coordinamento e di responsabilità rispetto alla finanza degli Enti Locali del territorio.
Definiti i principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, i successivi articoli del presente progetto di legge danno attuazione alle previsioni costituzionali dell’art. 119.
La proposta di attuazione dell’art. 119 si fonda su tre pilastri:
Ø il riconoscimento di ampie fonti autonome di entrata per Regioni ed Enti Locali;
Ø la previsione di meccanismi perequativi equi ed efficienti;
Ø la previsione di nuove regole di coordinamento della finanza pubblica.
Perché il federalismo fiscale sia effettivo, occorre che gli enti territoriali possano disporre di fonti tributarie di entrata quantitativamente rilevanti rispetto alle necessità di spesa. Al tempo stesso, occorre che tali fonti di entrata siano trasparenti e di semplice applicazione.
A questi fini nell’articolo 2 del progetto di legge si prevede di attribuire alle Regioni, a parità di pressione fiscale individuale ed aggregata, una quota consistente dell’Irpef statale. Secondariamente, si prevede di attribuire una compartecipazione elevata al gettito dell’IVA, nonché di devolvere alle Regioni l’intero gettito delle accise, dell’imposta sui tabacchi e di quella sui giochi.
Anche per gli Enti Locali occorre prevedere un aumento del grado di autonomia tributaria: a tal fine si prevede di attribuire ad essi la possibilità di tassare autonomamente i redditi fondiari, cosicché essi potranno essere in grado di perseguire obiettivi autonomi nel settore delle politiche abitative.
In coerenza con le prescrizioni dell’art. 119 della Costituzione, all’articolo 3 del progetto di legge si prevede di istituire un Fondo regionale per gli enti locali con particolare riguardo a quelli che abbiano minore capacità fiscale.
Il meccanismo perequativo che viene proposto è di tipo orizzontale, così da rendere trasparenti i flussi di risorse finanziarie tra Regioni affluenti e regioni traenti.
Al tempo stesso l’esigenza solidaristica propria della perequazione va coniugata con criteri di efficienza; a questo fine si prevede che le differenze di capacità fiscale tra i diversi territori sia ridotte tramite la perequazione, ma non annullate, così da stimolare i territori più svantaggiati a sviluppare le proprie economie e le proprie basi imponibili.
Viene inoltre ad assegnare alle Regioni – anziché allo Stato - la gestione delle risorse perequative da destinare agli enti locali dei rispettivi territori.
L’obiettivo è di coniugare le esigenze di investimento dei diversi territori con l’equilibrio della finanza pubblica complessiva. Inoltre, anche in questo ambito viene assegnato un ruolo di coordinamento alle Regioni rispetto agli Enti Locali dei rispettivi territori.
Più in generale, per assicurare un assetto stabile e condiviso alle relazioni finanziarie tra centro e periferia viene prevista – sul modello di alcune esperienze federali - la costituzione di un’apposita Commissione tecnica, composta da rappresentanti dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali.
In questo periodo il Governo ha mandato molti contraddittori segnali. Troppi tavoli spesso senza un preciso coordinamento e un chiaro indirizzo politico, dichiarazioni contrastanti dei Ministri Lanzillotta e Padoa Schioppa, l’impressione è che si voglia gestire la questione settentrionale, ma non risolverla.
Per questi motivi la Lega Nord – Lega Lombarda ha deciso di rompere gli indugi di presentare un testo sicuramente suscettibile di emendamenti, ma che rappresenta una base concreta di discussione.
Oggi i nostri cittadini pagano le tasse, creano ricchezza ma i trasferimenti vanno ad altri. Questo rischia di compromettere non solo la locomotiva lombarda ma l’intero sistema economico italiano. Con questa proposta di legge si apre una strada nuova quella di un federalismo fiscale che si propone di creare un sistema equo, ma anche semplice, efficace e, soprattutto, trasparente. Costruendo un fisco basato su pochi tributi, un solo codice e sulla semplicità delle regole si rendono meno gravosi, sia nella realtà che nella percezione, gli oneri per il cittadino contribuente.
Concludo facendo mia una frase di Abraham Lincoln che diceva “Non si può rinforzare il debole indebolendo il più forte” e vi dico che la Lombardia continuerà ad aiutare le aree meno fortunate del Paese, ma è stanca di correre con le catene ai piedi. Questo progetto va nella direzione della libertà.