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Per un intervento in Aula del Presidente Stefano Galli sull’attuazione dell’art. 119 della Costituzione

19 giugno 2007

 

Cari colleghi, non voglio dilungarmi oggi nel cercare di illustrare l’importanza del federalismo fiscale per noi lombardi.

Sappiamo già quanto e da quanto tempo (troppo) il nostro popolo sia tartassato, spoliato, per non dire rapinato da questo stato centralista, borbonico e inefficiente.

Siamo schiavi di Roma: lo dice purtroppo anche l’inno di Mameli, che certo non aveva intenzione di ironizzare.

 

Non c’è però bisogno di ascoltare l’inno italiano per rendersene conto: basta guardare il bilancio della regione e quello dei nostri enti locali, per capire che le risorse da noi prodotte, una volta affrontate e superate le vette perigliose degli Appennini, difficilmente e in maniera assai sparuta, riescono, come i soldati di un esercito battuto e decimato, a far ritorno alle proprie abitazioni.

 

Ma è destino e volontà degli schiavi non rimanere troppo a lungo in condizioni di servitù e tale è il nostro intento.  

 

Abbiamo inoltre e spesso ricordato che la nostra Regione, considerata la locomotiva del Paese, senza le adeguate infrastrutture, rischia non solo di rallentare, cosa che sta già avvenendo, ma di fermarsi bruscamente su un binario morto, che significa mancanza di competitività delle nostre imprese ed esponenziale aumento della disoccupazione.

Se venisse approvato e pienamente attuato questo progetto di legge, avremmo al contrario in un anno le risorse finanziarie per realizzare tutte le infrastrutture più importanti: TEM, Brebemi e Pedemontana in un colpo solo.

 

E’ indispensabile poi sottolineare che la Lombardia resta tuttora la Regione più penalizzata d’Italia in quanto a perequazione fiscale e ripartizione dei trasferimenti statali. Se solo la Lombardia fosse trattata, non dico come la media delle regioni italiane, ma solo come la penultima in classifica, la nostra regione disporrebbe di 7 miliardi di euro in più all’anno. Una cifra spaventosa, che rende bene l’idea della discriminazione ai danni di noi lombardi.

 

 

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La soluzione, indicata da tutte (o quasi) le forze politiche presenti in questo consiglio regionale, è quella di una maggiore autonomia da realizzarsi attraverso l’attuazione degli articoli 116 e 119 della Costituzione, ovvero: maggiori competenze e federalismo fiscale.

 

Lo scorso 3 aprile abbiamo quindi iniziato un virtuoso percorso di riforma federalista, approvando una risoluzione per attribuire alla Regione Lombardia “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione. Abbiamo dato mandato al Presidente della Giunta di avviare un confronto con il Governo per ottenere piena competenza e capacità legislativa su ben dodici materie.

 

Deve essere chiaro che, a nostro avviso, la richiesta di attuazione di maggiori competenze debba procedere in maniera parallela a quella, complementare, del federalismo fiscale.

Il Governo di centrosinistra sta invece sostenendo, in maniera del tutto strumentale, che non si possono avere ulteriori competenze se prima non si attua quanto previsto dall’art. 119.

Un concetto che viene ribadito anche in una breve e insipida lettera di Linda Lanzillotta, Ministro per gli Affari Regionali, al Presidente del Consiglio. Siccome a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, abbiamo il  fondato sospetto che si tratti di un tentativo di farci “girare a vuoto” rimandandoci continuamente dall’art. 116 al 119 e viceversa.

 

Anche per questo abbiamo rapidamente deciso di preparare e presentare questo “progetto di legge al parlamento” sul federalismo fiscale: per eliminare ogni sorta di dubbi sulla effettiva volontà del Governo e del centrosinistra di procedere su questa strada.

Con l’approvazione di questo progetto di legge di attuazione dell’art. 119 è nostra intenzione sgombrare il campo da ogni pretesto e da ogni alibi.

 

Come è possibile confrontarsi con il Governo, se questi continua a tenere coperte le proprie carte?  

Non riteniamo possibile che, di fronte alla questione federalista, qualcuno continui a nascondersi dietro un paravento.

Il federalismo è una esigenza concreta, non un argomento da usare a fini elettorali, per cercare maggiori consensi al Nord e poi gettare nel dimenticatoio della politica.

 

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La Lega Nord crede davvero nella possibilità di attuare quanto previsto dalla riforma approvata nel 2001, in quel sistema di maggior autonomia approvato allora da un centrosinistra in affanno, ansioso di recuperare il terreno perduto all’approssimarsi della scadenza delle elezioni politiche.

Qualcuno ci ha rimproverato di non avere cercato già nella scorsa legislatura di attuare le opportunità offerte dalla riforma costituzionale del 2001.

Abbiamo una importante giustificazione: stavamo attendendo una ben più importante e profonda riforma costituzionale, che poi è stata malauguratamente bocciata nella consultazione popolare in cui, peraltro, i lombardi si sono dimostrati ben consapevoli dell’opportunità che si presentava.

 

Mi chiedo, invece, come mai nessuna di quelle Regioni saldamente in mano al centro-sinistra si sia mai attivata lasciando, ancora una volta, alla Lombardia la funzioni di apripista.

 

Mi corre poi l’obbligo di mettere in evidenza l’atteggiamento di una parte dell’opposizione che fin dall’inizio ha dimostrato la propria mancanza di disponibilità ad intervenire in maniera costruttiva al dibattito sul federalismo, sia per quanto riguarda l’attuazione dell’art. 116 sia per quanto concerne l’aspetto fiscale. 

Mi riferisco al gruppo di Rifondazione Comunista, che in aula e in commissione ha più volte manifestato la propria sordità alle esigenze autonomiste e federaliste della nostra Regione.  Di più: Rifondazione non esita a definire “separatista” la proposta di attuazione dell’articolo quinto votata da quasi l’intero consiglio regionale.

Rifondazione non esita a evocare lo spettro della “secessione”.

Ve bene che evocare spettri fa parte della storia e della tradizione dei comunisti, da Carlo Marx in poi, ma ho l’impressione che in questo caso si parli a sproposito e che sia in atto una contrapposizione unicamente ideologica ad ogni richiesta dei lombardi di avere ciò che gli spetta. 

 

E’ da stigmatizzare poi l’atteggiamento di quegli esponenti del centrosinistra che ci ricordano costantemente che dovremo poi passare sotto il giogo della maggioranza di governo.

Non ci facciamo certo intimidire. Noi abbiamo fatto una proposta seria e concreta, non pensiamo certo che siano le tavole dei comandamenti, siamo aperti a modifiche che non snaturino il testo, ma se l’attuale Governo dovesse respingerla in toto dovrà assumersi tutta la responsabilità politica.

E’ una concreta sfida sul piano della serietà e della convinzione federalista: vediamo chi la accetterà.