Riconoscimento degli ecomusei per la valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali ai fini ambientali, paesaggistici, culturali, turistici ed economici, d’iniziativa dei Consiglieri Saffioti, Belotti, Rinaldin, Colucci, Sala, Rossoni, Zuffada, Peroni, Prina, Ruffinelli e Spreafico).
RUFFINELLI Luciana Maria
Grazie Presidente. Il riconoscimento degli ecomusei, che oggi approviamo, non è solo un atto dovuto nei confronti di alcuni Enti e Associazioni, che già da anni hanno realizzato esperienze ecomuseali, seguendo l’esempio di Paesi europei e di alcune Regioni italiane; non è solo un atto dovuto per validare l’esistente, ma è una proposta innovativa, che la Regione Lombardia può lanciare, per riscrivere il catalogo delle istituzioni che operano sul territorio per salvaguardare identità, tradizioni, culture ed economie.
Gli obiettivi tradizionalmente museali della conservazione, della tutela, della didattica, sono solo una parte nella concezione dell’ecomuseo. Esso si apre al di fuori degli ambienti dove si conservano gli oggetti, per rivolgersi a valorizzare il paesaggio, il lavoro, gli usi e i costumi, insomma la cultura nel senso più ampio di un territorio, un territorio che può anche non coincidere con i confini amministrativi purché reso omogeneo da una particolare caratteristica appunto paesaggistica, economica o culturale.
I contenuti di un ecomuseo sono la stratificazione di racconti tenuti in memoria, di pratiche passate di padre in figlio, di caratteri ambientali e sociali, che rappresentino l’identità di un certo luogo.
Un esempio può essere la cultura del gelso, con l’allevamento del baco e la tessitura della seta, o l’impiego di una particolare alga, come sulle coste bretoni, dove veniva e viene sfruttata per molti scopi. Ma può essere anche la vita dei cavatori, degli scalpellini e delle loro famiglie, o le pratiche delle fornaci, in un territorio ricco di argilla, con tutte le ricadute successive.
Il contenuto di un ecomuseo può pescare nell’immaginario collettivo o essere fondato su fatti storici, purché l’uno e gli altri abbiano rappresentato un riferimento per la comunità locale.
Ma ritorno al tema essenziale del mio intervento: non stiamo semplicemente riconoscendo l’esistente, piuttosto stiamo lanciando un modello che può avere persino maggiore successo dei musei tradizionalmente intesi, delle raccolte di cultura materiale o dei parchi tematici.
L’ecomuseo ha due valenze, che ne caratterizzano inequivocabilmente la particolarità. La prima: l’ecomuseo si propone di coinvolgere nella realizzazione e nella gestione la popolazione locale, che deve essere parte attiva e protagonista di tutte le possibili azioni, ricostituendo una rete di relazioni che sono la peculiarità di una comunità.
La seconda particolarità: l’ecomuseo si pone un obiettivo senza uguali, perfettamente in linea con gli obiettivi più importanti della programmazione regionale, trovare nella cultura identitaria gli elementi per rilanciare lo sviluppo del territorio, attraverso la riscoperta e la rinascita di tradizionali mestieri, attraverso l’uso turistico delle particolarità geomorfologiche, economiche e culturali, attraverso il recupero, il riuso compatibile di nuclei edilizi abbandonati o in degrado, attraverso la valorizzazione dei prodotti locali.
Come hanno già detto tutti, l’iter di questo PDL è stato esemplare; le audizioni, la visita all’ecomuseo francese, l’incontro con Hughes De Varine, padre degli ecomusei, e con i funzionari della Regione Piemonte, esperti di ecomusei, ci hanno indirizzati e rafforzati.
E’ stata esemplare però anche la collaborazione fra tutti i Consiglieri della VII Commissione. Il nostro Presidente è stato notevole: per fattività e pazienza.
Tutto il personale della Commissione ci ha supportato tecnicamente con intelligenza del progetto.
Ora occorre trovare un’adeguata copertura finanziaria a questa nuova legge e le risorse per una piena attuazione.
Serve uno sforzo economico per partire con concretezza. Chiediamo un occhio di riguardo, tenendo conto dei risvolti di sviluppo economico e turistico e delle opportunità per i giovani che sono sottesi al riconoscimento.
Auspichiamo un finanziamento serio per valorizzare le nostre identità, tradizioni e culture.