Riconoscimento degli ecomusei: approvate le linee guida

Milano, 13 febbraio 2008 – In Regione Lombardia si torna a parlare di ecomusei, con l’approvazione da parte della Commissione Cultura, presieduta da Daniele Belotti (Lega Nord),delle linee guida per il riconoscimento di questo tipo di musei diffusi sull’intero territorio lombardo.

“C’è un dato che prova quanto sia significativa questa legge -commenta Belotti, relatore del provvedimento- di cui oggi approviamo un’importante parte applicativa, ed è che il numero degli ecomusei in Lombardia è raddoppiato da quando la normativa è in vigore. Siamo passati infatti dai 13 ecomusei riconosciuti fino al giugno 2007, ai 25 attuali”.

Il provvedimento stabilisce che le domande di riconoscimento debbano essere presentate   entro e non oltre il 31 marzo di ogni anno (e per la prima applicazione delle legge, entro tre mesi dall’applicazione dei criteri).

La delibera chiarisce i requisiti minimi per il riconoscimento: gli ecomusei, che possono essere stati costituiti da enti locali, associazioni, fondazioni e istituzioni private senza scopo di lucro,devono essere dotati di un atto istitutivo e di un regolamento, devono avere una sede istituzionale, una denominazione esclusiva e un marchio che li caratterizzi, oltre che un centro di documentazione e un referente “scientifico”, e devono essere riferiti ad uno specifico territorio ben identificato e circoscritto, contraddistinto da una storia e da un’identità culturale, sociale ed economica.

Gli ecomusei, inoltre, per essere riconosciuti, devono indicare quale patrimonio intendano salvaguardare e valorizzare e impegnarsi a coinvolgere nel progetto la popolazione locale, le associazioni e gli istituti culturali ed educativi presenti nel territorio, indicando anche la modalità di rapporto con gli Enti locali. La struttura che intende accreditarsi come ecomuseo, infine, dovrà indicare le attività svolte sul territorio nei tre anni precedenti e fornire un programma con obiettivi triennali.

Il riconoscimento sarà sottoposto ad una verifica dei requisiti ogni cinque anni.


Milano, 13 febbraio 2008