Seduta del 19/02/2008
Arg. n.
5 – ODG – Proposta di atto amministrativo n. 0154:
“Indirizzi pluriennali e criteri per la programmazione dei servizi educativi di istruzione e formazione (art. 7, l.r. n. 19/2007).
Dibattito generale).
PRESIDENTE
Grazie. Ha ora la parola la consigliera Ruffinelli.
Prego
RUFFINELLI Luciana Maria
Grazie, Presidente. Come ci aveva detto l’Assessore in Commissione, la cosa va risolvendosi. Ho letto anch’io l’Eco di Bergamo. L’Eco di Bergamo dice che il contenzioso tra Regione e Ministero è congelato fino ad ottobre 2008, quando noi avremo buone possibilità di una soluzione, anche se nelle righe successive si dice: ci sono probabilità anche che si arrivi prima ad un accordo. Secondo me questa è un’occasione che questo Governo uscente non dovrebbe perdere.
Vorrei comunque esprimere, in questa occasione, la soddisfazione del Gruppo Lega Nord per il rilevante impegno nella revisione completa della normativa del settore Istruzione e Formazione professionale, e per gli sforzi fatti verso una effettiva liberalizzazione della formazione dei nostri giovani.
Il provvedimento che stiamo discutendo è un vero e proprio programma attuativo della nuova Legge Quadro sull’istruzione, e da quest’ultima recepisce tutti i principi innovativi.
Anche in questi indirizzi infatti si manifestano concetti quali: la centralità della persona e degli utenti; personalizzazione dei percorsi; offerta sempre più ampia e diversificata dei servizi.
Un altro aspetto che vorrei sottolineare come positivo è lo stretto legame tra l’offerta didattica, le scelte dei nuovi indirizzi formativi e il contesto economico e produttivo del territorio.
La Lega Nord ritiene fondamentale poter dare una certa autonomia gestionale agli Enti locali nello sviluppo delle politiche socio educative. E questo piano, oltre a coinvolgere notevolmente le Province e gli Istituti scolastici nel processo programmatorio, lascia ad essi la facoltà di ristrutturare i piani.
Questa Proposta di Atto Amministrativo dimostra anche la lungimiranza e l’attenzione a nuovi modi e luoghi di apprendimento, nella configurazione di alternanza scuola-lavoro e di contratti di lavoro a carattere formativo, come l’apprendistato e la bottega-scuola.
Finalmente viene riconosciuto in una norma il concetto secondo cui non si apprende solo attraverso i libri.
Inoltre il concetto di istruzione e formazione di una Regione come la Lombardia, sviluppata economicamente ed imprenditorialmente nei settori più eterogenei, non può pensare di formare solo “colletti bianchi”.
Voglio sottolineare in maniera molto positiva l’approccio di programmazione e controllo su cui si basano questi indirizzi. È stata fatta un’attenta analisi della situazione attuale, un’elaborazione dei dati e dei risultati attesi, una individuazione di idonei strumenti di misurazione e sistemi di monitoraggio dell’andamento.
Ritengo che questa impostazione consentirà di raggiungere più facilmente gli ambiziosi obiettivi triennali che questo provvedimento va ad individuare.
In precedenza avevo riscontrato un procedimento simile solo per quanto riguarda il piano triennale della nuova Legge sul Mercato del Lavoro.
Sono stati esplicitati i momenti di confronto, collaborazione ed integrazione tra le politiche educativo-formative e quelle occupazionali, sociali (soprattutto rispetto alla dispersione scolastica) e di sviluppo (nella programmazione con Enti locali, sistema delle imprese e tessuto sociale).
Considero positivamente anche l’offerta di servizi complementari a quelli della Direzione Generale Famiglia e Servizi Sociali per favorire l’integrazione culturale e sociale degli stranieri, ma auspico che ciò debba essere rigorosamente limitato alle famiglie che risiedono in modo regolare nella nostra Regione.
In ultimo, questi indirizzi introducono anche un sistema innovativo di contributi e voucher, basato sulla dote e indirizzato sia al diritto allo studio sia a favorire la libera scelta delle famiglie.
Per tutto questo anticipo il nostro voto favorevole. Grazie.