Milano, 21 febbraio 2008

                                                                             

 PROPOSTA DI ATTO AMMINISTRATIVO N. 154

“INDIRIZZI PLURIENNALI E CRITERI PER LA PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI EDUCATIVI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE”

 

DISCUSSIONE IN AULA CONSILIARE

 

Vorrei esprimere anche in questa occasione la soddisfazione del Gruppo Lega Nord per il rilevante impegno regionale nella revisione completa della normativa del settore “Istruzione e formazione professionale” e per gli sforzi fatti verso un’effettiva liberalizzazione della formazione dei nostri giovani.

Il provvedimento che stiamo discutendo oggi è un vero e proprio programma attuativo della nuova legge quadro sull’istruzione e da quest’ultima recepisce tutti i principi più innovativi.     Anche in questi indirizzi, infatti, si manifestano concetti quali: centralità della persona e degli utenti, personalizzazione dei percorsi, offerta sempre più ampia e diversificata dei servizi.

Un altro aspetto che vorrei sottolineare come molto positivo è lo stretto legame tra l’offerta didattica, le scelte sui nuovi indirizzi formativi ed il contesto economico e produttivo del territorio.     La Lega Nord ritiene fondamentale poter dare una certa autonomia gestionale agli enti locali nello sviluppo delle politiche socio-educative e questo piano, oltre a coinvolgere notevolmente le province e gli istituti scolastici nel processo programmatorio, lascia ad essi la facoltà di strutturare i propri piani.

Questa proposta di atto amministrativo dimostra anche lungimiranza ed attenzione a nuovi modi e luoghi d’apprendimento, nella configurazione di alternanza scuola lavoro e di contratti di lavoro a carattere formativo, come l’apprendistato e la bottega scuola.     Finalmente viene riconosciuto in una norma il concetto secondo cui non si apprenderebbe solo attraverso i libri di scuola.     Inoltre il sistema di istruzione e formazione di una regione, come la Lombardia, sviluppata economicamente ed imprenditorialmente nei settori più eterogenei, non può pensare di formare solo “colletti bianchi”.

Voglio sottolineare in maniera molto positiva l’approccio di programmazione e controllo su cui si basano questi indirizzi: è stata fatta un’attenta analisi della situazione attuale, un’elaborazione dei dati e dei risultati attesi, un’individuazione di idonei strumenti di misurazione e di sistemi di monitoraggio dell’andamento.     Ritengo che questa impostazione consentirà di raggiungere più facilmente gli ambiziosi obiettivi triennali che questo provvedimento va ad individuare.     In precedenza avevo riscontrato un procedimento simile solo per quanto riguarda il piano triennale della nuova legge sul mercato del lavoro.

Sono stati esplicitati i momenti di confronto, collaborazione ed integrazione tra le politiche educativo-formative e quelle occupazionali, sociali (soprattutto riguardo alla dispersione scolastica) e di sviluppo (nella programmazione con enti locali, sistema delle imprese e tessuto sociale).

Considero positivamente anche l’offerta di servizi complementari a quelli della Direzione Generale “Famiglia e servizi sociali” per favorire l’integrazione culturale e sociale degli stranieri, ma auspico che ciò debba essere rigorosamente limitato alle famiglie che risiedono in modo regolare nella nostra regione.

In ultimo, questi indirizzi introducono anche un sistema innovativo di contributi e voucher basato sulla dote, indirizzato sia al diritto allo studio sia a favorire la libera scelta delle famiglie.